Atlante dell'Energia

impronta > = 2,5 volte della biocapacità impronta 1,5-2,5 volte della biocapacità impronta 0-1,5 volte della biocapacità biocapacità 0-1,5 volte dell’impronta biocapacità 1,5-3,5 volte dell’impronta biocapacità > = 3,5 volte dell’impronta dati non disponibili

• FIGURA 2 - Il planisfero distingue i paesi in deficit ecologico (evidenziando il rapporto tra la loro impronta ecologica e la loro biocapacità) e quelli che, al contrario, dispongono di riserve ecologiche (evidenziando il rapporto tra biocapacità e impronta ecologica). Se si considerano i continenti, soltanto America Latina e Oceania possono contare su riserve ecologiche;

l’Africa ha un saldo “in pari”, mentre Asia, Europa e America del Nord hanno accumulato pesanti deficit ecologici. Oltre a questa visione d’insieme è importante valutare l’impronta ecologica pro capite: la peggiore è quella di Emirati Arabi Uniti e Qatar, seguiti da Danimarca, Belgio e Stati Uniti. A disporre delle maggiori riserve ecologiche pro capite sono invece i cittadini di Gabon, Bolivia e Congo.

anche la biocapacità viene calcolata con complesse valutazioni e si esprime in ettari teorici. Il rapporto di questi due dati, calcolato per i vari paesi, è spesso molto difforme e ciò può dipendere da fattori geograci, politici, di struttura sociale e dal grado di industrializzazione ( • Figura 2 ): • se l’impronta di una popolazione è maggiore della biocapacità dell’area disponibile (sovraconsumo) si delinea, molto intuitivamente, un decit ecologico ; • se l’impronta della popolazione che vi insiste è invece minore della biocapacità corrispondente, si può contare su una riserva ecologica . Oggi ci troviamo di fronte a un grave sovraconsumo

mondiale. Attualmente infatti l’impronta ecologica globale dell’umanità corrisponde a 1,5 “pianeti Terra”, ed è in crescita. Questo signica che in un anno consumiamo risorse che la Terra impiega 18 mesi a rigenerare; per sostenere simili consumi servirebbe cioè mezzo pianeta in più. Stiamo dunque andando verso l’esaurimento delle risorse. Un futuro prospero potrà coincidere soltanto con un’inversione di tendenza, un adeguamento dei consumi e dei comportamenti alle reali capacità dell’ecosfera; viceversa sarà a rischio la nostra permanenza sul pianeta. Proprio questo è uno degli obiettivi fondamentali dello sviluppo sostenibile , argomento trattato nelle prossime pagine.

Appunti di ❱

di acqua: per specifiche fasi di lavorazione, o per la pulizia, o per raffreddare gli impianti. L’impronta idrica, applicata agli Stati, misura i loro consumi diretti e indiretti d’acqua. Per esempio, quella degli Stati Uniti è vicina a 2900 m 3 annui pro capite e quella italiana sfiora i 2400, a fronte di una media mondiale di circa 1500 m 3 .

un oggetto all’acqua, ma anche una T-shirt, per esempio, ha un’impronta idrica: il cotone infatti è un prodotto agricolo, e le piantagioni vengono irrigate. Lo stesso vale per gli alimenti : la coltivazione di frutta, verdura e foraggio richiede abbondanti quantità d’acqua, così come una semplice trasformazione, come quella della farina in pane. E anche le produzioni industriali necessitano

❱ ...ecologia: L’ impronta idrica permette di valutare lo sfruttamento di una risorsa fondamentale per la vita: l’acqua dolce, spesso sprecata o inquinata. L’impronta idrica infatti misura la quantità d’acqua consumata (direttamente o indirettamente) per realizzare qualsiasi prodotto . Spesso non è immediato ricollegare

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