Atlante dell'Energia

PANORAMA ENERGIA

Ciò è legato innanzitutto all’andamento dell’economia: se le industrie producono meno e diminuisce il reddito dei cittadini, si riducono pure i trasporti di merci e persone. Ma dipende anche dall’ammodernamento delle infrastrutture, dall’uso di mezzi più efcienti e dalle diverse tipologie di trasporto delle merci. L’UE punta a favorire la nave rispetto al camion, sviluppando rotte chiamate “autostrade del mare”. L’obiettivo è ridurre i consumi energetici e fuidifcare il traffco stradale a vantaggio del trasporto a piccola scala e privato, favorendo le destinazioni secondarie e più diffcilmente raggiungibili. • Settore dei servizi Nell’ultimo decennio i consumi di questo settore (circa il 14% del totale) sono cresciuti: si tratta di una conseguenza dello sviluppo del terziario, tipico delle economie evolute (dette appunto “terziarizzate”), e in misura minore della diffusione di nuove apparecchiature e strumenti di lavoro alimentati con energia elettrica. Circa i due terzi dei consumi di questo settore sono dovuti al riscaldamento degli spazi e dell’acqua; il funzionamento delle attrezzature d’ufcio e l’ illuminazione hanno un’incidenza del 15% ciascuno.

e grandi elettrodomestici, una terza classe di oggetti un tempo assenti sta occupando spazio nelle nostre abitazioni (home theater, televisori 3D e LCD a grande diagonale, pc, notebook, tablet, smartphone, videocamere...). • Settore industriale L’industria assorbe il 26% dell’energia. I consumi industriali tra il 2007 e il 2009 hanno subito una fessione, legata in buona parte alla crisi economica. Negli ultimi anni, invece, si è assistito a una lenta ripresa. La netta differenza rispetto alle medie dei consumi mondiali (a livello planetario l’industria assorbe più del 50% dell’energia) è dovuta sia alla maggiore efcienza dell’industria dei paesi UE, sia alla terziarizzazione dell’economia, sia a una trasformazione interna al settore industriale, in cui i comparti a più alti consumi energetici (come siderurgia, metallurgia e chimica) hanno risentito della crisi in modo più signifcativo rispetto ad altri meno energivori. • Settore dei trasporti È il settore che consuma più energia (il 33% del totale), ma i suoi consumi sono in leggero calo rispetto al passato.

800

• FIGURA 3 Intensità energetica dei paesi dell’UE (il dato è espresso in chilogrammi equivalenti di petrolio per euro PIL). Negli ultimi dieci anni il dato dell’intensità energetica si è abbassato (e dunque è migliorato) in tutti i paesi membri; significa che, per produrre la stessa quantità di ricchezza di un tempo, oggi si consuma meno energia. In genere l’intensità rimane più alta negli Stati dell’Europa orientale, i cui sistemi produttivi devono ancora completare la conversione tecnologica in direzione di una maggiore efficienza energetica.

700

600

500

400

300

200

100

0

climatiche in cui il bene viene realizzato: infatti in condizioni ambientali più difficili i costi di riscaldamento e di logistica incideranno di più sui costi di produzione, e così via. Nel 2011 l’intensità energetica media dell’UE è stata di 144,4: cioè, per produrre 1000 euro di PIL si è consumato l’equivalente di 144,4 kg di petrolio (nel grafico qui sopra puoi

vedere i dati relativi ai singoli paesi membri). L’intensità energetica dell’ Italia , 121,5 è una delle più basse (e quindi migliori) dell’Unione, inferiore a quelle di Germania e Francia e tra le più positive anche a livello mondiale. Nel complesso, l’intensità energetica dell’UE è migliore di quella degli Stati Uniti e di gran parte del mondo industrializzato.

37

Powered by