Atlante dell'Energia

Petrolio: i prodotti

Per ricavare prodotti petroliferi utilizzabili, il greggio estratto deve essere “rafnato”, cioè sottoposto a particolari trattamenti necessari a separare i vari idrocarburi che lo compongono e che verranno destinati a usi incredibilmente diversicati.

• Come funziona la raffinazione del petrolio?

• Quali prodotti si ottengono nelle raffinerie?

Le frazioni distillate sono quindi raccolte per condensazione su speciali piatti metallici orizzontali, dotati di apposite aperture per il passaggio dei vapori, disposti a varie altezze lungo la colonna (che può raggiungere anche 50 m di altezza) e quindi inviate a serbatoi o destinate ad altri trattamenti. Infatti, solo alcuni dei composti distillati sono già idonei per l’uso fnale; tutti gli altri sono prodotti semilavorati che necessitano di ulteriori processi. I trattamenti fsico-chimici sono essenzialmente tre: la scissione (cracking), in cui idrocarburi a lunga catena sono scissi in composti più leggeri; l’ unicazione (alkilazione e polimerizzazione), cioè l’operazione “contraria”, che combina composti leggeri per ottenerne di più pesanti; l’ alterazione (reforming), cioè un riarrangiamento di composti di varia natura per ottenere gli idrocarburi desiderati. In tal modo una raffneria può, per esempio, aumentare le rese in benzina e gasolio diesel a scapito di olio combustibile. Fasi importanti della raffnazione sono i vari trattamenti – operati in impianti appositi della raffneria – che rimuovono impurità come zolfo, azoto, ossigeno, acqua, metalli e sali inorganici. Dopo la raffnazione e i trattamenti, le varie frazioni sono raffreddate e miscelate insieme per ottenere i diversi prodotti da immettere sul mercato; la • Figura 2 illustra la percentuale media di prodotti ricavati dalla raffnazione di un barile di petrolio greggio.

Il petrolio greggio contiene una miscela di idrocarburi molto diversifcata. Per ricavarne composti utili, deve essere sottoposto alla rafnazione . Il punto di ebollizione (la temperatura alla quale ogni componente bolle a una determinata pressione, per esempio 100°C a pressione ambiente per l’acqua) dipende dalla lunghezza della catena di atomi di carbonio da cui è formato: più atomi sono presenti, maggiore è la temperatura di ebollizione, poiché è necessaria più energia (calore) per far passare i componenti più complessi e pesanti allo stato di vapore. Su questo principio si basa il processo tradizionale della distillazione frazionata a cui viene sottoposto il greggio nelle rafnerie , dopo una prima rimozione di impurità (come acqua, sabbia e sali) che avviene direttamente sul luogo di estrazione o in raffneria. Si tratta di riscaldare il petrolio portandolo a ebollizione e facendolo evaporare, quindi raccogliendo separatamente le diverse componenti dette frazioni . Il riscaldamento si effettua di solito tramite forni che riscaldano il greggio sino a circa 380-400 °C. Il petrolio così riscaldato viene immesso alla base di un’alta colonna di distillazione ( • Figura 1 ) ; da qui comincia la risalita del fuido con perdita di calore, che viene asportato e recuperato per preriscaldare il petrolio prima del suo ingresso nel forno. Quando un composto vaporizzato raggiunge l’altezza della colonna dove la temperatura corrisponde al suo punto di ebollizione, condensa (ossia, passa nuovamente allo stato liquido).

Il petrolio grezzo viene convogliato nella zona convettiva e nella zona radiante del forno, e portato a una temperatura di 380-400 °C

Recupero termico dal raffreddamento dei prodotti

Pensaci su... ❱

PAROLE ❱

Raffinazione “ottimizzata” ❱ Nel 1960, in Italia erano in funzione ben 35 impianti di raffinazione con una capacità di 40,4 milioni di tonnellate; oggi sono operative 13 raffinerie con una capacità di raffinazione primaria di 87,7 milioni di tonnellate di greggio.

Il greggio “trasformista” ❱ Paese che vai, petrolio che trovi: proprio così; non tutto il petrolio ha lo stesso aspetto e la stessa composizione. E questo non ci deve stupire, viste le condizioni così difformi che possono averne caratterizzato la formazione.

Barile di petrolio Unità di misura statunitense usata internazionalmente nel campo petrolifero, che equivale a circa 159 litri . Nei paesi anglosassoni l’unità di misura utilizzata per il petrolio è il gallone ( gallon ), pari a circa 3,8 litri; un barile contiene 42 galloni.

Ci sono petroli più o meno densi, scorrevoli (una caratteristica chiamata viscosità ), di colori diversi (giallo, nero, verde scuro ecc.), ma soprattutto variabili per la composizione degli idrocarburi da essi ricavabili. Per esempio, dal

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